La mostra chiude domenica 19 con un’ultima visita guidata al Salone degli Incanti

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Si chiude domenica 19 giugno – con un’ultima visita guidata alle ore 11.00 – la mostra “Due fronti, una città. Storie triestine”, promossa dal Comune di Trieste e curata dallo storico e consulente museale Lucio Fabi.

Dal tema molto particolare – la rilettura della storia di Trieste e delle diverse esperienze dei suoi abitanti, durante la prima guerra mondiale e nei primi anni del dopoguerra – e dall’allestimento progettato da Dimitri Waltrisch per riproporre un’inedita flanerie attraverso le vicende umane oltre che belliche di quegli anni, la mostra ha proposto un ragionamento articolato sulle esperienze e sui diversi destini di donne e uomini profondamente segnati dal conflitto.
Una riflessione importante – afferma Bianca Cuderi, direttrice dei Musei Civici di Trieste, ricordando la valorizzazione del patrimonio comunale proveniente dai Civici musei di Storia ed Arte, Biblioteca civica Attilio Hortis, Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez, Archivio generale – sulla storia di Trieste tra il 1914 e il 1918, che ha contribuito a far luce sugli avvenimenti di cento anni fa con una visione contemporanea e di stimolo per futuri approfondimenti.

Quasi 12 mila i visitatori registrati, provenienti da Trieste (60%), dalla regione (10%), e anche dal resto d’Italia e dall’estero (30%).

Particolarmente apprezzati e seguiti gli incontri per “Due fronti, una città” organizzati da febbraio a giugno con la collaborazione de La Cappella Underground: tredici appuntamenti su storia, letteratura e cinema e due eventi “fuori programma” straordinari con Paolo Rumiz e Ugo Pierri che hanno portato complessivamente all’Auditorium del Museo Revoltella e del Salone degli Incanti oltre 2.500 persone.

Trieste, 17 giugno 2016